Bakunin, non Dio o Marx

Osiamo dirlo, considerando i personaggi che mostra, le prime scene della nostra storia sono deludenti. Accadde nel settembre del 1872, a L’Aia, nella stanza sul retro di un presunto caffè-concerto fumoso. Lì si tenne il quinto Congresso dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIT), più comunemente chiamato, perché quello che sarebbe seguito: “IoD Internazionale”. È stato un momento di tensione. Più di un anno dopo il crollo della Comune di Parigi, i delegati stavano discutendo su quale strada intraprendere per non ripetere ciò che tutti concordavano come un terribile fallimento. Come al solito, non ci vuole molto graffiare per trovare dietro l’opposizione teorica in competizione.potere.

Questa associazione è stata fondata a Londra, otto anni prima, nel 1864, per cercare di unire le famiglie distrutte del primo movimento operaio. Il cerchio, all’inizio, è ampio. Ci sono entrambi i sindacati britannici riformisti; Gli studenti francesi di Proudhon che sostenevano il “mutualismo”, un’economia basata sullo scambio tra piccoli produttori; sostenitori, patrioti e repubblicani italiani di Giuseppe Mazzini; e alcuni comunisti, raccolti attorno al loro capo, un certo Karl Marx. Sebbene fossero una minoranza, i tedeschi in esilio comprendevano già i benefici che si potevano ottenere da un’organizzazione che poteva diventare la punta di diamante della lotta rivoluzionaria. Si tratta di essere in grado di controllarlo. talentuoso nostromo,

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Riccarda Fallaci

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