Germania a L’Aia vs. Italia

Come annunciato venerdì sera, 29 aprile 2022, la Germania ha presentato ricorso alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia contro l’Italia per la seconda volta dal 2008, sostenendo che l’Italia continua a consentire richieste di risarcimento ai tribunali nazionali, nonostante la decisione dell’International Corte di Giustizia Giustizia) il 3 febbraio 2012 e che ciò violava il diritto di Berlino all’immunità dello Stato. Gli obiettivi di una Germania impenitente erano chiari e duplici: impedire ai tribunali italiani di sequestrare proprietà statali tedesche per risarcire le vittime delle atrocità naziste e interrompere l’emanazione di nuove decisioni a favore delle vittime del nazismo.

Ricordiamo che la Germania ha presentato ricorso contro l’Italia presso la Corte internazionale di giustizia dell’Aia nel 2008. Il processo (procedura orale) si è svolto dal 12 al 16 settembre 2011 e la Grecia ha partecipato al processo in qualità di interveniente (non parte). La richiesta formale è stata depositata il 13 gennaio 2011 e accolta dalla Corte internazionale di giustizia con ordinanza del 15 luglio 2011. Il plenipotenziario della Repubblica ellenica è il professor Stelios Perrakis, mentre il team legale greco comprende anche il professor Antonis Bredimas e la docente ( ) Maria – Daniella Marouda.

Ho avuto l’onore di rappresentare il Consiglio nazionale per i crediti tedeschi in Grecia e ho vissuto vicino, dal primo giorno, a questo processo storico. Allo stesso tempo partecipo, insieme ad altri concorrenti greci, ad importanti eventi fuori campo, organizzati dal Gruppo “AK Distomo” di Amburgo, in collaborazione con Amnesty International e altre organizzazioni. Lo scopo di questo intervento è esprimere solidarietà internazionale con altre vittime del Distomo e dell’Olocausto greci, informare il pubblico e sostenere la lotta per la giustizia. Gli slogan che abbiamo gridato per le strade dell’Aia in quel momento erano tipici dei concorrenti tedeschi, olandesi e greci: “Giustizia e risarcimento”, “Risarcimento immediato per tutte le vittime del nazionalsocialismo” e “Nessuna immunità statale per i crimini nazisti – Fuori (governo tedesco) dell’Aia!”.

Sono stato profondamente affascinato dagli eventi straordinari all’Università dell’Aia, in concomitanza con il processo, organizzato da Amnesty International Netherlands e AK Distomo Group di Amburgo con relatori principali Il professore tedesco di diritto internazionale di fama internazionale Dr. Michael Bothe. La qualità della sua argomentazione, la sua capacità retorica ma anche Il fatto che lui, un tedesco, non esiti a confutare completamente l’argomento tedesco mi fa chiedere perché non sia stato chiamato a supportare il team legale greco in un compito così difficile.Speriamo che questa volta abbia chiamato!

Nelle sue argomentazioni del primo giorno del processo, la Germania ha cercato di negare il primato del diritto umanitario nel diritto internazionale, esprimendo il punto di vista dell’applicazione assoluta, senza eccezioni, del privilegio dell’immunità statale – al di fuori della legge. In altre parole, era del parere che nessun caso può essere trattato diversamente (cioè escluso dall’applicazione del principio di eterogeneità), anche se viola i più elementari diritti umani ed è diretto contro l’umanità (“jus cogens”). In effetti, la Germania va oltre, sottolineando lo sconto morale in corso dello stato tedesco: avvertito (o meglio minacciato) che se la decisione del Tribunale italiano, che giustificava le vittime delle atrocità naziste, fosse stata accettata, il pianeta sarebbe sprofondato nel caos e ne sarebbe derivata l’anarchia globale! La Corte Internazionale di Giustizia accetta, in sostanza, il forte ricatto tedesco, ma in pratica sta accadendo il contrario di quanto sostiene la Germania: La giustizia per le vittime del nazismo e l’impraticabile rispetto del diritto internazionale rischiano oggi di sprofondare il pianeta nel caos!

Tuttavia, nonostante la decisione dell’Aia, la Corte italiana si è rivelata di grande prestigio. Con una storica sentenza, i Tribunali italiani, tra cui la Corte Costituzionale italiana (ottobre 2014), hanno respinto la normativa in materia del Parlamento italiano, che ha cercato di dare attuazione alla decisione dell’Aia, e ancora una volta ha respinto la piena applicazione del principio di giustizia extragiudiziale , che viola sia la Costituzione italiana che la Costituzione italiana Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Questa è stata seguita dalla Corte Suprema italiana con la sua storica decisione del 3 settembre 2019, che ha respinto tutte le accuse della Germania e ha aperto la strada alla giustificazione delle vittime di Distomo, confermando che il pioniere della causa Giannis Stamoulis e l’avvocato fiorentino Joachim Lau hanno raggiunto questa decisione storica .

Si segnala che, nonostante la decisione del DD L’Aia, grazie alla coraggiosa decisione del Tribunale italiano, dal 3.2.2012 sono state avviate in Italia più di 25 nuove querele contro lo Stato tedesco per reati del Terzo Reich durante la guerra mondiale II. In molti di questi casi, i tribunali hanno condannato la Germania al risarcimento, mentre in due di questi casi, i tribunali italiani hanno cercato di confiscare la proprietà statale tedesca a Roma.

La nuova causa tedesca contro l’Italia presso la Corte internazionale di giustizia dell’Aia è fuori dubbio Uno sviluppo importante che riguarda anche la Grecia e giustifica chi di noi sostiene che questa questione non è chiusa! Ed espone il nostro Paese che non ha agito con fermezza nel rivendicare il debito tedesco. Allo stesso tempo, la forte presa di posizione della Giustizia italiana in difendere la dignità umana contro le richieste del potere statalericorda a noi greci, vittime dirette e discendenti delle vittime dell’occupazione nazista, che dobbiamo continuare la lotta e dare ai giudici greci un’opportunità, attraverso l’esecuzione di azioni legali, di difendere la giustizia italiana.

Ma anche La Repubblica ellenica dovrebbe richiedere formalmente un intervento nel caso della Germania contro l’Italia all’Aia e inviare un’adeguata delegazione legale con un forte sostegno., perché -non dimentichiamo- in Italia è proseguita la battaglia giudiziaria del caso Distomo, per cui è stato provocato il precedente appello dei tedeschi all’Aia. Oltretutto Il governo greco deve rimuovere completamente le barriere giudiziarie (timbro del tribunale per le cause delle vittime, emendamenti all’articolo 923 del codice di procedura penale, che è un residuo della dittatura di Metaxas, ecc.) facilita l’accesso delle vittime greche dell’Olocausto ai tribunali e ai giudici, come necessario nel rispetto dei diritti umani fondamentali!

Indubbiamente, la lotta per la Giustizia e il Risarcimento sta entrando in una fase interessante e critica. La Germania, dopo aver unilateralmente e in barba alla decisione del Trattato Internazionale di riarmarsi ulteriormente, ha continuato la nuova sfida cercando, cinicamente e apertamente, di bloccare la giustificazione delle vittime italiane e greche delle atrocità naziste.. Ciò dimostra, quindi, che il ruolo delle principali potenze europee non merita se non il disprezzo di coloro che credono nel dominio dell’Etica e del Diritto sulla legge del potere.

Il popolo greco e italiano deve mobilitarsi per costringere tutti i soggetti coinvolti – e in particolare i governi greco e italiano – ad alzarsi all’occasione!

* Dott. Aristomenis I. Siggelakis Vice Segretario del Consiglio Nazionale Reclami Debito dalla Germania alla Grecia e membro dell’Associazione delle vittime dell’Olocausto della città di Viannos. aristomenis.syngelakis@gmail.com

Alberta Trevisan

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