Già incendi boschivi e siccità in Italia!

Lorenzo Pasqualini Meteora italiana Cinque minuti

Un uragano sta colpendo l’Italia. Le raffiche di vento raggiungono i 120 km/ora, in alcune zone anche di più. Sulle montagne piemontesi sono state misurate raffiche di Foehn fino a 180 km/h, a Torino anche oltre 70 km/h. La tempesta è stata causata dalla collisione di un fronte freddo del nord Europa con un sistema ad alta pressione sull’Europa occidentale e un sistema a bassa pressione sulla parte orientale del continente.

La stazione meteorologica dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente del Piemonte (Arpa) ha misurato ieri, 31 gennaio, raffiche di 178,6 km/h sopra Ceresole Reale nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. raffiche di 84,6 km/h misurate in bassa val di Susa e 73 km/h alla periferia di Torino. L’agenzia Ansa ha comunicato che la centrale operativa dei vigili del fuoco del comando di Torino ha ricevuto molte richieste di aiuto a causa del forte vento.

Purtroppo i forti venti uniti al fatto che da settimane non piove hanno alimentato numerosi incendi nel nord Italia, dalla Liguria al Piemonte e alla Lombardia.. Un incendio è scoppiato ieri sera a Monte Moro, sulle alture genovesi. Sul posto cinque squadre di vigili del fuoco e volontari. Forti raffiche di vento su Torino e le province della Val Susa fino a Pinorelia hanno innescato incendi boschivi al Col de Lys.

Nel nord Italia gli incendi divampano in una zona molto arida per mancanza di precipitazioni. Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da scarse precipitazioni al nord. Ciò si riflette in una grave carenza d’acqua, terreno asciutto e basso manto nevoso.

Quello Il flusso padano, che già a metà gennaio mostrava segnali di forte rallentamento, continua a diminuire: “Si fonde in estate e si possono osservare anomalie anche nei grandi laghi, i cui tassi di riempimento variano tra il 18% di Como e il 22% di Maggiore”, riporta Coldiretti nel suo ultimo studio. Il livello dell’acqua del Po di Ponte della Becca è sceso a -3 metri, inferiore a metà agosto” e rappresenta uno stato di emergenza in cui si trovano tutte le principali vie navigabili del nord.

“Questa è una conseguenza – sottolinea l’associazione – della mancanza di precipitazioni invernali significative al nord, dove in molte zone non piove da due mesi. e perfino incendi provocati da forti venti, dalla Lombardia al Piemonte, che hanno dichiarato lo stato di estremo pericolo in tutta la regione. Un altro motivo di preoccupazione è il potenziale di scarso accumulo di acqua sotto forma di neve sulle Alpi e sugli Appennini, il cui valore è diminuito del 58%, in particolare in Lombardia e Piemonte. Una situazione pericolosa per le piante che necessitano di acqua durante la fase vegetativa favorita dagli inverni freschi.

Emiliano Brichese

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