Italia: conferma le accuse di spedizioni di armi all’Ucraina come “aiuti umanitari”

Confermate le gravi accuse del Sindacato italiano USB di trasferimenti di armi all’Ucraina con il pretesto di una missione di “aiuto umanitario”.

In una nuova dichiarazione, USB Syndicate ha osservato che i funzionari italiani avevano confermato le accuse dei lavoratori secondo cui le spedizioni di armi sarebbero state effettuate tramite consegne di “aiuti umanitari” e hanno chiesto una manifestazione sabato (19 marzo) all’aeroporto di Pisa.

Nello specifico, la nota USB:

Lo ha detto alla stampa Marco Carrai, Presidente di TOSCANA AIRPORTS (Aeroporto della Toscana). Molto trasferimento armi dall’aeroporto “G. Galilea”.

Il generale Paolo Figliuolo, del Comando Operativodi Vertice Interforze (COVI), sulla questione del commercio di armi ha riferito anche alla stampa nazionale del rifiuto dei lavoratori di caricare armi su aerei cargo civili: “Alcuni operatori si limitano a indicare di non disporre delle attrezzature necessarie per effettuare il carico di materiali speciali, indicando la necessità di apposita autorizzazione, altro personale. “I materiali fanno parte del supporto militare all’Ucraina deciso dal parlamento, che è in attesa di essere caricato sulle compagnie aeree politiche autorizzate al trasporto di questo tipo di merci”. Si tratta di un cargo B-737 appartenente a una compagnia aerea autorizzata dalla NATO al trasporto di munizioni. “Attività – completata COVI– si svolge nell’area dell’aeroporto civile”Galilea”, anzi, come di consueto, nel parcheggio dell’aeroporto militare, per l’attività di trasporto straordinaria e al tempo stesso richiesta dalla situazione attuale”.

Considerando questa ipotesi, ci sono molte domande, alcune delle quali sono:

1. È questo il desiderio del governo Draghi e degli enti locali di mantenere la pace e mantenere aperta la strada della diplomazia?

2. Ci è stato detto che il volo dall’aeroporto “G. Galilei” più di quanto hanno affermato COVI e Carrai. Cosa dicono il COVI e l’Aeroporto della Toscana dell'”Antonov UR – 82029″ ucraino, atterrato sabato scorso il 3/12 a “Galilei” e partito in anticipo il 3/13?

3. Cosa dicono le autorità pubbliche nel consiglio di amministrazione dell’Aeroporto della Toscana (Territorio della Toscana, Pisa) sul traffico di armi su aerei civili presumibilmente utilizzati per il trasporto di aiuti umanitari?

4. In che modo la struttura del Ministero della Difesa potrebbe richiedere ai dipendenti, che non erano a conoscenza del carico da commerciare e che non avevano l’autorità per spostare armi ed esplosivi, per svolgere questa operazione?

5. Quali sono i rischi del personale civile aeroportuale “G. Galilei”, viaggiatori e residenti di Pisa per questo traffico illegale di armi ed esplosivi?

6. È questo un modo per far ripartire le attività e l’immagine dell’aeroporto, indebolite dalla pandemia degli ultimi anni?

Domande da aggiungere nei prossimi giorni, che come sindacato valuteremo tutte le modalità per garantire la sicurezza e i diritti dei dipendenti, dei viaggiatori e dei residenti in prossimità degli aeroporti.

Siamo sconvolti e indignati dalle decisioni prese e nascoste dalla dirigenza militare del ministero della Difesa e dall'”Aeroporto Toscano” e rivelate solo grazie alla coscienza sociale dei lavoratori che si rifiutano di caricare le armi sugli aerei.

“Contro la cinica decisione di nascondere la fuga della morte con il pretesto di ‘aiuto umanitario’ ci mobiliteremo sabato 19 marzo con una manifestazione ‘Un ponte di pace dalla Toscana non è una fuga di guerra’”.

Alberta Trevisan

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