Italia: Regole DW incerte sui risultati delle elezioni presidenziali

È giunta l’ora della verità: l’Italia è chiamata in parlamento per eleggere un nuovo presidente della Repubblica. Come molti avevano previsto, nulla era certo. Le votazioni iniziano alle 15:00 ora locale e sembra che la maggior parte dei partiti voterà in bianco oggi.

Come è noto, la candidatura di Silvio Berlusconi alla presidenza è fallita e ora tutti si chiedono se Mario Draghi riuscirà a vincere la scommessa. Al momento ci sono una serie di grandi ostacoli: Lega, Cinque Stelle, ma anche Forza Italia Silvio Berlusconi non vuole muoversi, “super Mario” dal presidente del Consiglio e non vuole, allo stesso tempo, aiuti anticipati per i sondaggi.

Il risultato finale può essere venerdì o sabato

La candidatura di Silvio Berlusconi alla presidenza è fallita

Oggi, in una serie di incontri e negoziati, si deve determinare se si può trovare un compromesso. Si è iniziato con un incontro del segretario di centrosinistra, Enrico Letta, con la Lega, Matteo Salvini. Secondo il quotidiano La Stampa, il centrosinistra insisterà sulla proposta di Draghi, o, in alternativa, sulla rielezione del presidente Sergio Matarella.

Naturalmente ci sono altri nomi, come la presidente del parlamento di centrodestra Elizabeth Caselati, l’ex presidente del consiglio socialista Giuliano Amato e Pierfernernando Cassini, che avevano lavorato con Berlusconi ma sono stati poi eletti parlamentari indipendenti.

Per raggiungere, in sostanza, un ampio consenso, la persona da eleggere non deve essere membro, almeno in questa fase, di una delle due principali fazioni, ma allo stesso tempo possedere l’esperienza necessaria per confrontarsi con alcuni italiani problemi politici. situazione. Secondo molti analisti, per il risultato finale potrebbe essere necessario attendere venerdì o sabato. E’ quanto scrive oggi il Corriere della Sera, prevedendo che “potrebbe essere necessario attendere la settima votazione”.

A causa del coronavirus e delle relative misure di sicurezza, è stato deciso che sarebbe stato effettuato un solo voto al giorno e non più di 200 persone contemporaneamente nelle aule parlamentari. La questione principale, ovviamente, è la scelta di un garante della stabilità economica e politica. Perché lo “schieramento” è troppo tardi e l’Italia deve utilizzare in modo efficiente i 191,5 miliardi di euro del Piano nazionale per la ripresa e la sostenibilità, che è un’opportunità unica per il Paese.

Theodoros Andreadis Siggelakis, Roma

Alberta Trevisan

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