Lena Arabatzidou (curatrice): “Omaggio a G.Th. Vafopoulos, Volume uno: Tutta la poesia »

Studi monografici di trecentosessantatre (363) pagine per il compianto grande poeta G.Th. Vafopoulos con un’ampia bibliografia di 18 pagine e una scienza che integra l’amore, il rispetto e l’onore che risalgono alla ricercatrice adeguata Lena Arambatzidou, assistente professore e dottorato dell’Università Aristotelica di Salonicco in Filologia greca moderna, in questo volume. La scrittura è accurata, l’esposizione è valida, la narrazione è approfondita, raffigurando il “quadro generale” senza tradire una lente d’ingrandimento incentrata sulla forma spirituale di G.Th. Vafopoulo.

Lena Arabatzidou ci guida nelle correnti, nei significati, nella mitologia e nelle idee con il rigore del moderno Teseo. A distanza di un secolo, sprofondati nelle sabbie mobili del post-postmoderno, stiamo ancora studiando il modernismo e l’insormontabile e insormontabile Generazione ’30, mentre siamo già nel terzo decennio del 21° secolo. Qualcosa di significativo, che la dice lunga sul restauro ciclico e sull’evoluzione contorta dei fenomeni culturali. Si segnala che G.Th. Vafopoulos (1903-1996) è stato inserito da diversi teorici nella Generazione degli anni ’30, ma qualunque sia la definizione cronologica, a mio modesto parere sempre, una tale classificazione mina l’importanza dell’opera poetica e sminuisce il creatore.

Nella seconda parte di questo primo volume dedicato si trova un “corpo poetico” che irradia significato, ritmo e cambiamento. Di seguito sono riportati alcuni esempi di scrittura con brevi commenti. Iniziamo seguendo l’ordine cronologico della raccolta di poesie.

A partire dal Ruota di Myrtali (1924-1931). Il simbolismo è forte sia a livello tematico che estetico:

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Le strade si piegano seriamente sulla corsa notturna.

Silenzio ed estasi Silenzio, come se fosse dato in un sogno,
Quanto segue colpisce per i suoi sandali immateriali.

Anch’io, annegando nelle delusioni oniriche,
Aspetto l’ombra di molte ombre della notte,
con il debole velo del mio sogno da avvolgere.

Le ore vestite di bianco passano invano,
dall’alba il bel figlio della freccia della paura.

Al ruggito del gallo, le ombre se ne andarono con rabbia. (pag. 383)

Cavafy istigò e catturò le poesie “Decision” e “Stai attento!” a pagina 391:

DECISIONE

Hanno detto tutto quello che avevano da dire.
Non avevano nient’altro da dire.
Ma tutti si nascondono accuratamente
alcune scene e alcuni eventi,
che potrebbe aver ribaltato la decisione,

Si stringono la mano con nonchalance
–Almeno i loro volti lo mostrano–
e separato. Ma giù
che la Bilancia pianga involontariamente,
e Lui solo è lasciato solo,
analizzare il dolore che sta nascondendo
in perle di belle lacrime.

ATTENTO!

Attenzione, il tempo vola, il tempo vola.
L’auto gira senza sosta
da un clima meridionale a un clima settentrionale.

Fai attenzione quando sei in Italia,
a Roma o Napoli,
quanto puoi divertirti.
Non dire mai: “È troppo tardi”.
Per chi ha saggezza
mai troppo tardi […]

Atteggiamento didattico e moralistico intenso al contrario. La retorica della persuasione rafforza il ruolo del poeta come saggio, se non come mago o “strega”. Non è ancora avvenuto alcun incitamento.

Lena Arabatzidou ci guida nelle correnti, nei significati, nella mitologia e nelle idee con il rigore del moderno Teseo.

E passiamo alla seconda seconda raccolta di poesie, Partita e resurrezione (1935-1948). Scegliamo, non da un’ambientazione antologica quanto da un campionamento:

REGALO

Sono un pedone
senza riposo e senza sonno.
cammino giorno e notte,
notte e giorno
sulla strada in salita, che circonda
questa montagna oscura.

Non ho fretta di arrivarci.
So come arrivarci.
modo sicuro,
dopo averlo esaminato prima sy.

riconosco i tuoi passi,
Riconosco tracce del tuo amore.

sei in piedi sopra
e mi hai fatto l’occhiolino.
Sopra la tua testa
I piedi d’angelo.
Sopra la testa dell’angelo
I piedi di Dio.

Il premio del mio viaggio morirà,
raggiungere la sommità del cono,
carico di fiori
che cresce da parte tua,
per toccare la mia testa sanguinante
sulla pietra bianca dei tuoi piedi,
al primo passo di Dio.
(pag. 423)

Caricamento

Da un’altezza ti ha sollevato
desiderio di libertà,
mi hai gettato
questa scala mobile.
E non appena corro
passo dopo passo,
obbedire al tuo glauco
chiama il tuo sguardo,
senza vertigini, senza dolore, senza tristezza,
ti guardo serenamente,
canta la tua canzone:
Canzone d’amore eterno.
canto di morte eterna.
(pag. 424)

Agiografia divina dei bisogni idealizzati. Il simbolo biblico dell’ascensione è la scala di Giacobbe. L’amore (come amore) e la morte mantengono la loro posizione archetipica nella visione post-adolescenziale del paesaggio sociale del desiderio accerchiato.

Seguire Pavimenti e altre poesie (1949-1951). Come i piccoli haitiani. Monologo drammatico di alta efficienza poetica. Lo spazio urbano, la standardizzazione imposta dalla “Citizen Education”, la nostalgia sottocutanea dell'”uomo naturale” secondo Rousseau. Niente alberi e nuvole. Tutto sembra un palcoscenico astratto in uno spettacolo in stile minimalista. “Teatro delle idee”? Possibile.

E si passa alle collezioni Grande notte e finestre (1957-1959). Lunga poesia narrativa, pittura in prosa da un’altra prospettiva parabolica. Si tratta di un trittico poetico: “La grande notte e la finestra”, “La trilogia dell’uomo”, “La cronaca della regina e la piccola vergine degli angeli”, che mostra un’importante tendenza romanzata verso la narrativa drammatica (monologo o dialogico ). tipo), che intensifica ulteriormente il simbolismo.

Ecco i dittici: “I Doni della Morte” (1958-1966) e “Satire” (1948-1965). Interessi “Nuovi esercizi di satira” (1967-1974), inizio, metà, caduta e fine della giunta dei colonnelli. Leggiamo brevi commenti, come note sulle narrazioni più ampie che compongono questo (e altri, forse). Il poeta disegna in preparazione per un grande murale. Le sue osservazioni sociali sono intense e ironiche. Stiamo passando dal simbolismo al realismo che è sfrenato, esilarante e incredibilmente feroce.

Seguono “Ta epigomena” (1974-1977), “To avla” (1977-1985) e “Hystografa” (1985-1988). Ci sono tre note aggiuntive, che saranno serbatoi.

E in appendice, infine, la prima: “Un triste tramonto” (1921-1922). Trittico ancora agglomerati: “Tramonto triste”, “Ferite”, “Antille”.

Questo ampio studio scientifico si chiude inevitabilmente con “Note di poesia” (p. 654).

diastix.gr |  libri e arteNon so se ogni poeta scrive sempre la stessa poesia. Ma se ha la benedizione della longevità, solo lo stile cambierà. Tematicamente, il luogo di nascita dell’ispirazione è lo stesso ovunque, forse perso da qualche parte nelle paludi del subconscio con le sabbie mobili del desiderio idealizzato (per ricordare Freud).

.Θ. Vafopoulos è probabilmente una lettura migliore oggi, in tempi di pandemia, che ai suoi tempi. Quindi basta rivalutare, partendo dall’argomento. Ottimo lavoro importante. Stiamo aspettando il secondo volume.

Omaggio a G.Th. Vafopoulos, volume uno
Tutto è poesia
Montaggio – Presentazione: Lena Arambatzidou
Comune di Salonicco – Vafopouleio Centro Culturale
654 pag.
ISBN 978-960-6687-48-8

QUELLO Costantino Bouras fu poeta e critico.

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Riccarda Fallaci

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