L’Italia proroga lo stato di emergenza coronavirus fino al 31 marzo

Il governo italiano ha prorogato lo stato di emergenza per il coronavirus dal 31 dicembre al 31 marzo 2022. Il Consiglio dei ministri ha approvato martedì pomeriggio il relativo regolamento, come confermato dal governo. Alcuni regolamenti per le misure di contenimento della pandemia si basano sull’emergenza.

Su questa base, gli Stati possono coordinare meglio i servizi di emergenza ed evitare ostacoli burocratici. Il commissario del governo per il programma vaccinale, Francesco Paolo Figliuolo, potrebbe restare e il comitato scientifico del Cts, che consiglia il governo su come affrontare la pandemia, potrebbe continuare a lavorare. Il governo ha dichiarato per la prima volta lo stato di emergenza alla fine di gennaio 2020 dopo che i primi casi di coronavirus sono stati segnalati in Italia. Da allora è stato ampliato più volte.

Il governo ha perso sei milioni di euro in infrastrutture sotto la supervisione del ministero della Difesa, dove potrebbero essere conservate le dosi vaccinali per “fabbisogni nazionali”. Questo è importante anche alla luce di “ulteriori future emergenze sanitarie”, si legge nell’annuncio del premier Mario Draghi.

Il partito di opposizione di destra “I Fratelli Italiani” (Fdl – Fratelli d´Italia) ha da tempo criticato lo stato di emergenza. Dal loro punto di vista, il parlamento è indebolito dallo strapotere del governo. Anche i soccorsi di destra coinvolti nel governo erano scettici sull’estensione e ne chiedevano la revoca.

Il governo ha risposto che la pandemia non è stata sconfitta. L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, capo del movimento a cinque stelle al governo, condivide questo punto di vista. “E’ chiaro che, vista la curva epidemiologica e la varianza apparentemente altamente infettiva, riteniamo necessaria un’estensione”, ha detto Conte. Anche il leader socialdemocratico Enrico Letta ha chiesto una proroga dello stato di emergenza. “Dobbiamo assicurarci di non dover dichiarare di nuovo un blocco”, ha detto l’ex primo ministro.

Aroldo Giovinco

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