perché il male ispira così tanto i creatori

Molto prima che Francis Ford Coppola, Brian De Palma o Martin Scorsese, Honoré de Balzac e Victor Hugo non fossero stati vani in questa vicenda. Il primo, nel 1842, in goriota, parlando della sua anima maledetta, Vautrin scrive: “C’è solo vita alla periferia. » Il secondo, vent’anni dopo, nel Povero, sulla personalità travagliata di Javert, esclama: “La storia umana si riflette nella storia delle fogne. » Tutto detto.

La mafia non stupisce solo scrittori, registi, sceneggiatori di serie o scrittori di fumetti perché parla di crimine. Si riferisce infatti a un mistero, a un’oscurità sociale più pesante e più triste che presuppone la violenza. Le pianure, il volto nascosto della società, gli inferi, ” mezzo “ con le sue leggi, le sue regole, il suo codice, il suo luogo e il suo linguaggio – il suo slang – fanno rivivere la fantasia di un popolo bisognoso, noioso e senza maleducazione, per il quale il Male, mascherato ma onnipresente, sarà al centro del nostro mondo.

Questo articolo è tratto da “Le Monde Special Edition: Le mafie, come la criminalità organizzata minaccia il mondo” 2022. Questa edizione speciale è venduta nei chioschi o su Internet visitando il sito il nostro negozio.

Mettere in scena questa realtà in un romanzo, un film o una serie ti permette di immergerti nell’oscurità della tragedia che è tutt’altro che sottile. Non è più tempo da Agatha Christie’s di sistemare gli omicidi in salotto davanti al tè alle 5. Riesci a immaginare Hercule Poirot che combatte Cosa Nostra? D’ora in poi, lettori o spettatori si fanno avanti “nella Foresta d’Asfalto, dove, ogni momento, devono essere ritrovati nuovi sentieri, dove si annida il pericolo, anche lo stupore; dove l’errore peggiore è l’ingenuità”come ha notato, con poesia, il compianto Jean-François Vilar, senza dubbio il miglior romanziere oscuro di Francia.

Così è nato il romanzo nero

Tutto cambiò il 16 gennaio 1920. Quel giorno gli Stati Uniti vietarono la vendita e il consumo di alcolici in tutti i loro territori. Divieto di provocare esplosioni produttore di liquori, commercianti che nascondono bottiglie negli stivali e parlanti, quel bar clandestino. Ma soprattutto ha permesso all’organizzazione mafiosa siciliana, arrivata con l’ultima ondata di immigrazione, di impegnarsi in un lucroso commercio. Chicago, sotto l’autorità di Al Capone, ha guadagnato una dubbia reputazione da “capitale del crimine”. A New York, Lucky Luciano organizza un vero sindacato della criminalità organizzata. La corruzione affligge la polizia e l’amministrazione. Molto rapidamente, letteratura popolare, quella paperback (brossura) e porridge (rivista di immagini) come maschera nera, prenderà l’argomento e trasformerà un nobile bandito dal grande cuore, in stile Arsène Lupin, in uno spregevole cattivo pronto a buttare via l’acido del loro migliore amico per rafforzare il loro impero.

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Riccarda Fallaci

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