Pop star italiana, ‘Bella Ciao’ e ‘equivalente’

Laura Pausini. Cantante. Standard italiano con solide estensioni internazionali. È salito alla ribalta nel 1993 vincendo il premio esordiente a Sanremo. Altrimenti, nuovi arrivati. Da allora mi dirai che sono passati 30 anni, ma ti dirò anche che Laura nel frattempo eccelleva in ambito artistico. È diventato una star in Italia. Ha cantato in spagnolo e poi in inglese, ottenendo riconoscimenti almeno sul suolo europeo. In America Latina bevono l’acqua che porta il suo nome.

Ha cantato con il Papa, nella colonna sonora di Pokemon, ha vinto premi, ha scalato le classifiche di Billboard, ha collaborato con Phil Collins, Michael Buble e Celine Dion, ha venduto milioni di copie, è entrata nel cinema, in televisione. Tutte queste cose belle sono successe fino a pochi giorni fa, quando Laura Pausini è stata invitata su un canale televisivo spagnolo. Nello spettacolo El Hormiguero, il famoso quiz musicale. Venne così il momento in cui gli fu chiesto di cantare una canzone che conteneva la parola “corazon”, che è cuore. Cuore Matto è stato suggerito da Laura ma nessuno lo sapeva… Così il conduttore, Pablo Motos, ha lanciato sul tavolo il “Bella Ciao” che tutti conoscono!

E poi Laura Pausini ha rifiutato. Questo è “molto molto politico”…”molto politica” come dicono anche gli italiani. Bella Ciao! La canzone antifascista numero uno al mondo…

Con questo incidente, la deputata del Partito socialista spagnolo, Adriana Lastra, ha twittato: “Per Laura Pausini rifiutarsi di cantare Bella Ciao dice molto e non è per niente positivo…”.

Ed è così che è iniziata la festa. Perché è apparso un altro spagnolo, un parlamentare, che ha deriso Pausini: “Sia con i democratici che con i nazisti. Uguaglianza” (“Né con i democratici, né con i nazisti. Uguaglianza”) ha scritto Iban Garcia, deputato socialista gruppo al Parlamento europeo. Il famigerato Matteo Salvini, capo della Lega Nord di estrema destra, invece, ha twittato e si è congratulato con lui, a quanto pare per essere apolitico. Successivamente si è congratulato con Eros Ramazzotti per essersi schierato dalla sua parte, mentre nel contesto della sua campagna elettorale ha condannato la sinistra: “Con tanti problemi che hanno gli italiani, la sinistra ha a che fare con Bella Ciao”.

Laura Pausini ha risposto a centinaia di messaggi ricevuti. Ha affermato di odiare il fascismo, sostiene la libertà e i valori che la promuovono, ma al momento della campagna elettorale che ha preceduto le elezioni italiane non aveva alcun desiderio, ha detto, di eseguire una canzone politica. . La sua argomentazione principale è che rispetta il suo pubblico. Equalisti del mondo unificato!

E così è iniziata una piccola guerra sui social. I meme vanno e vengono. A quattro giorni dalle elezioni nazionali anticipate in Italia e nell’agenda politica, oltre alla crisi energetica e all’inflazione, fa tendenza anche #LauraPausini.

Per storia

Bella Ciao risale all’inizio del secolo scorso e dalla musica tradizionale italiana, dai campi delle Terre d’Acqua e dalle voci delle donne che la cantano mentre lavorano nei campi, e si identifica con la lotta antifascista del partigiani nella seconda guerra mondiale nella seconda guerra mondiale. Si identifica con la lotta per la liberazione di tutte le nazioni. Bella Ciao è un inno, “il fiore della guerriglia che morì per la libertà” (Bella ciao, quest’ il fiore del partigiano, morto per la libertà).

Perché Laura Pausini ha scelto di non cantarla? È chiaro che non vuole prendere una posizione. Molti artisti scelgono di mantenere le distanze da tutto. Così tanti che a volte pensi che sia un algoritmo. E forse, come ha sottolineato di recente un amico, il discorso politico tende a scomparire ovunque. Perché di solito è acuto e richiede conoscenza e giudizio.

Alberta Trevisan

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