Recensione e recensione del concerto Brother Junior / Rival Karma / Film Noir – La Ginguette Sonore il 20 maggio 2022, Le Moulin


Il mio primo è stato un po’ di vino bianco acidulo, piuttosto verde e poco costoso, che si viene a bere nei sobborghi di Parigi dopo aver portato la chaussée de Mesnil-Montant in un ristorantino all’aperto dove viene servito in abbondanza, e di cui virtù principale – a parte il prezzo – è di mettere subito il diavolo ai piedi dei compagni, che poi facevano roteare le ragazze la cui testa girava tra le braccia frenetiche con un suono stridente di “pianoforte del povero”;

La seconda è quella che è adatta per emettere suono, per produrre suono, che è emesso con grande potenza, intenso, a volte armonioso, piacevole, brillante, che ha una buona acustica, che è risonante, o la natura del suono profondo come fenomeno fisico o sensazione uditiva. Si ritiene generalmente che un suono musicale corrisponda a un’altezza musicale, soddisfacendo questa definizione ma implicando che deve avere un’altezza, un’intensità e una durata fisse e che il suo timbro, che include determinate armoniche e inviluppi sonori, gli conferisca un carattere riconoscibile.

My Everything è la Guinguette Sonore, Volume interno 3.


Per coloro che non l’hanno seguito, Sonore Guinguette è il risultato di diversi anni di attivismo da parte dell’Oreille En Face des Trous, un gruppo di fan ispirato allo studioso di rock Sebastien “Cali” Dreyer (manager consecutivo, tra gli altri di Opossum, VescovoIn cui si Nacimento) nell’organizzazione di una festa atipica che si svolge ormai da 5 anni sulla spiaggia della Romaniquette a Istres. Rifiutando quest’anno il suo concept (un programma all’avanguardia di scoperte internazionali e nazionali che mette al primo posto quello che è il più promettente della scena rock locale) durante tre incontri fuori campo, il team del festival ha quindi sfregato spalle al chiuso. Questo episodio è l’ultimo dei terzini che hanno precedentemente investito Usine e 6Mic con altri 2 set di 3 gruppi.

Ok, non siamo a Mesnil-Montant, nemmeno a Parigi, e circa 160 anni dopo. Ma devi ancora attraversare un lungo vicolo che confina con il lungo edificio del Moulin (con una facciata recentemente adattata dalla squadra di Artmada con un gigantesco logo replicato in anamorfosi) per raggiungere un ristorante mortale costruito sull’asfalto (come la partita di calcio Akhenaton che celebre ) nel cortile del 47bd Perrin ad assaggiare non “Clos Guinguet”, ma obbliga l’orgoglio locale, più precisamente “Mon Vier” pastis, forse grande quanto i vini parigini dei suoi antenati. Principalmente a causa del cielo azzurro e limpido e delle fredde temperature tropicali che colpiscono tutto il giorno, contribuendo alle deliziose serate autunnali. Non balleremo java, tango o musette, è vero; ma decine di ragazzi e ragazze – e anche alcuni bambini piccoli – si davano pacche sulla schiena, correvano, ridevano, bevevano, si chiamavano e si spintonavano tra rose e parmi il sole tramontava in lontananza attorno a una botte rovesciata, su una chaise longue o sedia Il giardino di fronte a questa tavola funge da tavolo con ghirlande carnose e cerchi con ciotole di cubetti di ghiaccio, accarezzato da un cinguettio leggero come una brezza di jeans, è davvero Guinguette, puritano a parte.


Per quanto riguarda il suono, non appena è stato dato il segnale di scendere che questo corridore di bevande alcoliche ben attrezzato è finalmente entrato a far parte del Club du Moulin, si è immediatamente manifestato nella forza del trio. Fratello minore, forse la prossima sensazione rock della regione; perché se la persona che si nasconde dietro questo cognome è tutt’altro che sconosciuta agli intenditori di decibel (che l’hanno trovata in feu L’organizzatore), cercatore di pepite (che l’ha trovato accanto a brillante Leco), dove coloro che hanno notato la nuova sensazione (che l’hanno vista chiaramente nel trio Voto di gennaio in piena rinascita nazionale), questo “progetto solista” è già impressionante sotto questo aspetto “La fortuna del principiante” uscito nel 2019 è sbiadito un po’ dal panorama. Si torna sul palco (in attesa dell’annuncio dell’uscita del nuovo lavoro per l’autunno) da Fratello minore perché è ancora, per lo più, solo anonimo, addirittura emergere: questo inutile equivoco scompare in pochi secondi, il tempo necessario per Julien Arniaud, accompagnato stasera da un batterista fenomenale e da un formidabile bassista, per scatenare la sua sorprendente maestria in mezzo secolo di storia del rock, dal folk elettrico californiano degli anni ’70 al neo-brit-pop degli anni ’20 passando per l’alternativa americana degli anni ’90, poi 00 mentre si libra su tutto con un Lennon tocco. Riff audaci, accordi unti, ballate scintillanti, canzoni d’amore di classe, arpeggi tremolanti, armonie vocali sbalorditive, volo parossistico ed emozione acclamata suonare questo progetto a Marsiglia davanti alle 2 muse che lo hanno ispirato, fanno di questo spettacolo un momento di intensità che non inganna uno anche, come dimostrano gli applausi, i fischi e gli applausi della comunità locale alla fine di ogni titolo, ma di solito piuttosto avaro di sfoggio di empatia.


Voce, dici? Non c’è qualifica migliore per descrivere il boom di decibel prodotto dal duo Karma rivalefranco-americano Martin Roux (piuttosto Connor McGregor chiuso in una tuta bianca a chiazze degno di un Puntura periodo inizialePOLIZIA STRADALE), e l’Italia Piergiorgio “PJ” Ciarla (un mix di gangster latino-cubani in larghi bermuda e camicie di flanella e una ragazza civettuola che fischietta con gli anelli nelle orecchie) dopo essersi liberati dai loro precedenti aiutanti per guidare insieme, il primo alla voce e alla chitarra, il secondo dietro una fila di batteria, quello che loro stessi chiamano “ninja-rock”: in altre parole, un’onda di accordi schiacciante accompagnata da parole impossibili, salti improvvisati e araghe amplificate, alimentata da un’esplosione di pattern martellati su una batteria che sembra improvvisamente un giocattolo in la mano di un lottatore troppo calda. Karma rivale, è un flusso ininterrotto di energia, una serie di riff killer, uno tsunami di testosterone e, soprattutto, un’ondata di buonumore. Sicuramente ti fa girare la testa ma allo stesso tempo, tanta gentilezza, sorrisi e divertimento viene offerto a braccia aperte, come non arrendersi con un sorriso?


Il suono finale, quando il quintetto di Film oscuro improvvisamente riempì il vecchio parco giochi Karma rivale per installare, come sotto l’influenza di un incantesimo, un’impostazione istantanea di palpabile intensità. Combo portato da Da Baume, Alessandro su una tastiera circondato da una snella popolazione di chitarristi, un bassista di genere e un batterista meccanico a volontà, poi apre le porte dell’universo appena fuori dalla tela Francesco Danby allo stesso tempo vistosi, forti ed esperti in cui si susseguono in ordine rigoroso, tra le labbra Giuseppina de la Baume (formato in una tuta glamour di paillettes), una grande galleria di sacerdotesse degli anni ’80, da Nina Hagen a Anja Huwe poi aElisabetta Fraser a Siouxsie Siouxcon una languida deviazione versoIl Pynoo e da lana Del Rey. In un viaggio lirico e teatrale nel cuore del limbo retrò-pop, Film oscuro srotolando gothic rock, cold wave, synth-pop e british rock odissea: magistralmente maneggiata da un quartetto messo insieme come frammenti di basalto, questa nuova icona post-pop ritorna poi davanti ai nostri occhi al linguaggio molière, maneggiato senza il minimo errore il gusto, tutte le trame, le vibrazioni e l’eleganza del romanticismo britannico: da allora non ne abbiamo più viste. Daniel Darc e Lescop.

Fuori, la notte di maggio è scesa sulla strada. Da qualche parte dall’altra parte del Mediterraneo, un’ondata di caldo attende la prossima alba. Ho le ginocchia di cotone e mi fischiano le orecchie, devo dire che ballo, questa guinguette. Senza ritegno. Domani pomeriggio aprirò un po’ bianco acido, verdissimo; Schioccherei la lingua mentre indosso occhiali da sole spessi e mi dicevo, è fantastico, cercare di dimenticare il caldo che colpiva la città.

Foto dal vivo di Anne-Lise Lesueurfoto pubblicata da Chloé Mangin

Riccarda Fallaci

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