Jimmy Choo aprirà un nuovo stabilimento produttivo in Italia.

L’Italia continua a migliorare in termini di conoscenza. La casa di scarpe e pelletteria aprirà alla fine del 2024 uno stabilimento produttivo in Toscana, che darà lavoro a circa 150 persone.

La fabbrica del futuro nel cuore di una regione in rapido sviluppo

Anche se i risultati hanno oscillato negli ultimi mesi, Jimmy Choo continua i suoi investimenti per sviluppare i suoi vari segmenti. Dall’inizio di aprile alla fine di giugno 2023, ovvero nel primo trimestre dell’anno finanziario 2024, il marchio ha aumentato il proprio fatturato del +6,4% rispetto all’anno precedente. Tuttavia questa crescita è rallentata nel secondo trimestre, con i ricavi in ​​aumento a 132 milioni di dollari, in calo del -7%.

Pur risentendo del rallentamento della domanda, soprattutto in America, il marchio si sta lanciando in operazioni su larga scala, spinto dal nuovo futuro della sua società madre Capri Holdings Limited, recentemente acquistata da Tapestry Inc.

©Jimmy Choo

Pertanto, entro la fine del 2024, Jimmy Choo aprirà uno stabilimento produttivo in Italia. La casa intende potenziare la propria attività grazie ad un sito produttivo di circa 3.000 mq. L’edificio sarà dedicato al design di pelletteria, accessori e scarpe Jimmy Choo e impiegherà 150 persone secondo alcune stime.

Tanto più che questa futura fabbrica in costruzione, comprensiva del reparto di gestione, ha sede in a una regione molto strategica per le competenze italiane. Situato a Scandicci, in Toscana, il sito si trova accanto a grandi nomi del lusso come Gucci, Fendi e Dior, tutti situati in quest’area geografica. Qualche settimana fa, Saint Laurent ha addirittura inaugurato un “Centro di Eccellenza” dedicato alla pelletteria a Scandicci, non lontano dalla vicina fabbrica di Jimmy Choo.

Luogo di nascita di borse e scarpe di lusso, L’Italia ha dimostrato ancora una volta la propria leadership in questo settore. Secondo lo studio Global Powers of Luxury Goods 2023 di Deloitte, nell’anno fiscale 2022 il Paese contava 23 aziende di beni di lusso, ovvero il 32,4% delle 100 aziende di fascia alta più potenti del mondo. Le vendite di queste 23 aziende rappresentano il 7,8% del fatturato complessivo della classifica.

Riccarda Fallaci

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